Turismo ed Ospitalità
EnogastronomiaUna scheda descrittiva dei pregiati vini delle Langhe come il Barolo e ogni bontà gastronomica della zona.
I Comuni dell'UnioneUna scheda riassuntiva dei comuni che compongono l'unione.
Come raggiungere le LangheCartine, indicazioni stradali, trasporti per raggiungere le nostre colline
Enoteche RegionaliEnoteche Regionali, Botteghe del vino e Cantine Comunali istituite con legge L.R. n. 37/80
Storia e culturaCenni storici sul territorio delle Langhe e del Barolo.
I castelli dell'UnioneSu quasi ogni promontorio della zona si può ammirare un castello ricco di fascino e leggende
Le cantineL'Unione annovera più di 200 attività vinicole tra coltivatori e produttori.
ItinerariItinerari alla scoperta dei paesi, dei castelli e dei beni architettonici delle Colline della Langa e del Barolo
OspitalitàHotel, B&B, Agriturismi, Affittacamere, Case e appartamenti per vacanze nei Comuni dell'Unione
RistorazioneRistoranti, Trattorie, Bar e Vinerie nei Comuni dell'Unione
Shopping e serviziAziende agricole, Commercio, Artigianato e Servizi nei Comuni dell'Unione
Photo GalleryLe immagini della Langa
EventiEventi e manifestazioni nei Comuni dell'Unione
Iscrizione alla newsletter dell'UnioneIscriviti alla Newsletter dell'Unione per essere sempre informato sulle manifestazioni ed iniziative nei Comuni dell'Unione.
Cartina turistica Visualizza sulla cartografia i punti di interesse dei Comuni dell'Unione
Istituzioni e Servizi
- Giunta
- Ambiente e Territorio - Protezione Civile
- Consiglio
- Contatti
- Entrate tributarie
- Polizia locale
- Segreteria
- Finanziario
- Turismo ed Informatizzazione
- Assistenza Scolastica
- Sportello Catastale
- Commissione Locale per il Paesaggio
Pubblicazioni
In Evidenza
Itinerari
LE "SENTINELLE DELLE LANGHE": VIAGGIO ATTRAVERSO VIGNETI, FORTEZZE E CASTELLI
La bassa Langa è un sinuoso intrecciarsi di colline, di dolci pendii ricoperti di vigne e vastità di orizzonti dominati dai profili di imponenti fortezze medioevali: preziosi tesori sparsi sul territorio, a volte consumati dall’edera e dal tempo, a volte fulgidi come se i secoli non fossero trascorsi.
Abbarbicati su vette ormai inoffensive, ci raccontano la storia di famiglie nobili, di violenti contrasti tra feudatari e vassalli. Imponenti torrioni in cotto, fortezze in arenaria e palazzi nobiliari costituiscono un patrimonio unico: alcuni sono aperti al pubblico e dunque visitabili, molti sono di proprietà privata e ammirabili soltanto nel perimetro esterno.

Il percorso inizia da RODDI
Il nome di origine celtica, raud o rod, significa fiume, con evidente riferimento al Tanaro che scorre a valle. In epoca romana divenne un centro di raccordo strategico tra Alba Pompeia e
Tale
Il luogo più suggestivo è la piazzetta del Municipio, dove si trovano la parrocchiale dell’Assunta, con facciata tardo-barocca, e il castello, costruito intorno al Mille in posizione dominante sulla valle del Tanaro, sulla parte più alta del borgo. Il nucleo storico, con le vie che disegnano cerchi concentrici, è abbarbicato attorno alla torre campanaria del XIII secolo e al maniero.
Il castello,alto e imponente, è un bell’esempio di architettura fortificata medievale, con corpo centrale a tre piani e due poderose torri: su un angolo si erge la cilindrica torre maestra, alta e snella; dal lato opposto una più piccola e pensile. L’edificio, ricco all’interno di preziose decorazioni medievali, appartenne dal
Riprendendo la strada per Alba si raggiunge GRINZANE CAVOUR, comune diviso in due nuclei, Gallo, sede di molteplici attività artigianali, commerciali e industriali, la più nota delle quali è la produzione di torrone, e Grinzane, la parte storica sviluppatasi intorno al suo prestigioso castello, simbolo della Langa del Barolo.
Il nome del borgo rende omaggio allo statista risorgimentale Camillo Benso di Cavour che fu qui sindaco per 17 anni, dal 1832 al 1849.
IL CASTELLO DI CAVOUR
Il castello di Grinzane Cavour è, insieme a quello di Serralunga, uno dei migliori esempi di architettura medievale in Langa.
Grazie ai restauri condotti a partire dal 1960, l’edificio è in ottimo stato di conservazione. Imponente, altezzoso, dalla sommità della collina domina il borgo sottostante; a pianta quadrilatera, presenta un’alta torre risalente al 1200, che costituirebbe il nucleo originario, mentre la struttura principale risale al secolo XV. Fino al 1400 circa appartenne ai marchesi di Busca; successivamente passò ai marchesi di Monferrato, finché, nella prima metà dell’Ottocento, fu acquistato da Michele Cavour, padre di Camillo. In ultimo, furono proprietari gli Alfieri di Sostegno, che nel 1932 lo donarono alla città di Alba, poiché allora Grinzane faceva parte del territorio comunale albese.
È visitabile e attualmente ospita l’Enoteca regionale Cavour, un ristorante, un museo etnografico sulla civiltà contadina.
Notevole, al suo interno, il cinquecentesco salone delle Maschere, con prezioso soffitto a cassettoni dipinti: ritratti, stemmi nobiliari, mostri fantastici, allegorie e animali che conferiscono un’atmosfera di grande suggestione. Il museo, dedicato alla civiltà contadina, conserva una raccolta di attrezzi e strumenti del lavoro dei campi, testimonianze dell’enogastronomia albese, contadinerie, ceramiche, e la ricostruzione di alcuni ambienti del Sei, Sette e Ottocento (cucine, botteghe e cantine di Langa). Nelle altre sale si trovano cimeli cavouriani, reperti sui vini albesi in epoca romana e un percorso sul tartufo bianco d’Alba. La visita può essere effettuata con una guida o con audioguide.
Da Gallo prendete per Barolo e, al primo bivio, imboccate la strada per SERRALUNGA D'ALBA, uno dei centri più belli della Langa del Barolo; si giunge al borgo costeggiando le tenute e cantine di Fontanafredda, volute nel 1878 da Emanuele di Mirafiori, figlio di Vittorio Emanuele II.
All’interno troviamo la Casa di Caccia della Bela Rosin, i cui i salotti furono la cornice degli incontri amorosi tra re Vittorio Emanuele II e
Su appuntamento potrete visitare il cuore dell’azienda, le incantevoli cantine reali, che si perdono nelle viscere della collina.
Nel nucleo storico di Serralunga fatto di stradine concentriche che salgono al castello, respirerete un’atmosfera antica che è raro ritrovare altrove.
IL CASTELLO DI SERRALUNGA
Alto sul colle spicca il maniero, unico esempio rimasto in zona di costruzione difensiva: le tre torri molto alte, infatti, rimandano alla necessità di difesa, ma anche di avvistamento e di comunicazione con le altre torri della Langa.
Costruito nel 1340 da Pietrino Falletti, nel 1616 fu espugnato e in seguito fu conquistato dagli Spagnoli.
È connotato da un interno spartano, atto a ospitare le truppe armate; misteriose nicchie e botole s’aprono nei possenti torrioni: il castello possedeva passaggi sotterranei che lo collegavano alla campagna e, in qualche modo segreto, ai castelli vicini.
Di proprietà dello Stato, nel 1950 è stato oggetto di un restauro voluto dal presidente della Repubblica Luigi Einaudi.
La visita a questo monumento vi permetterà un vero e proprio tuffo nel passato.
Da Serralunga si prosegue per Monforte, attraversato il quale si prende a destra per CASTIGLIONE FALLETTO, al centro della zona enogastronomica del Barolo, dominato dalla splendida e inquietante fortezza medievale, caratterizzata da un massiccio torrione centrale che permette di individuarla da Serralunga a occhio nudo.
Castiglione è un antico borgo di origine probabilmente romana; il castello sorse intorno all’anno Mille come punto di avvistamento. Dopo aver fatto parte, dal 1300, del Marchesato di Saluzzo, il suo nome e quello del borgo furono legati alla casata dei Falletti, che esercitò il proprio dominio su queste colline fin verso la seconda metà dell’Ottocento.
L’edificio divenne una roccaforte militare e punto strategico di avvistamento sulle Langhe e sul Monferrato; nel 1601 passò ai Savoia e fu trasformato in abitazione civile.
È uno dei più suggestivi belvedere sulla bassa Langa e sul maestoso castello di Serralunga; è visitabile soltanto in determinate manifestazioni.
Vale la pena fare una passeggiata attorno alle sue mura e nel borgo, tra casette antiche ben conservate e favolosi scorci di vedute. Ai piedi del castello, nel piano interrato del municipio, si trova
Da Castiglione ci dirigiamo a BAROLO, il paese che ha dato il nome all’omonimo vino. Barolo è adagiato in una conca ornata da colli panoramici che assicurano al luogo un microclima ideale alla secolare coltivazione della vite.
Nel borgo si erge il castello, costruito nel secolo X, quando le Langhe erano invase dalle scorrerie dei Saraceni; intorno al 1250 passò ai Falletti, potente famiglia di banchieri albesi che acquistò il luogo con tutti i terreni e vi prosperò fino al 1864. Nei loro possedimenti, che si estendevano sulle colline circostanti fino ai castelli di Castiglione e Serralunga, venne prodotto il primo Barolo ad opera dell’ultima marchesa, Giulia Colbert Falletti.
IL CASTELLO DI BAROLO
La storia e le leggende sul “re dei vini” hanno avuto origine proprio in questo castello.
La tradizione vuole che da qui, nell’Ottocento, siano partiti 325 carri (uno al giorno meno i 40 giorni di quaresima) carichi ciascuno di una “carà” di vino (una botte lunga e stretta).
Meta era la corte torinese dei Savoia, in particolare il re Carlo Alberto, che aveva rimproverato la marchesa di non avergli mai fatto assaggiare il suo vino.
Il lungo convoglio intasò via Nizza fino al palazzo reale, destando immenso scalpore tra la folla: fu la prima vera efficace pubblicità del vino Barolo.
Il castello ha nel tempo subito numerose trasformazioni: da maniero di difesa a residenza nobiliare di campagna; alla morte della marchesa fu riadattato per contenere il collegio Barolo che svolse la sua funzione formativa dal 1875 al 1958.
Nel 1970 fu acquistato dal Comune con una sottoscrizione pubblica.
All’interno sono visitabili gli appartamenti con gli arredi d’epoca della marchesa Giulia di Barolo, il salone degli stemmi e la biblioteca storica nella quale prestò la sua opera, come segretario e bibliotecario per quasi vent’anni, Silvio Pellico reduce dalle prigioni dello Spielberg.
Nelle cantine, proprio dove
Tra le sue mura è in corso di realizzazione il Museo del Vino dalla concezione innovativa e originale: sarà protagonista il vino in tutti i suoi poliedrici aspetti, dalla storia alla cultura, dalle arti alla religione, dall’alimentazione al costume.














